PORTO TURISTICO DI LEUCA, SOLO TRE INDAGATI ?!

Aug 06, 2025

PORTO TURISTICO DI LEUCA, SOLO TRE INDAGATI ?! ...MI FACCIA IL PIACERE !

EX SINDACO FRANCESCO SICILIANO (RIZIERI SICILIANO), EX SINDACO ANTONIO FERRARO(VALERIA FERRARO), EX SINDACO SANTO PAPA (!!), SINDACO FRANCESCO PETRACCA... INNOCENTI O IN VARIA MISURA CORRESPONSABILI ?

SANTA MARIA DI LEUCA (Lecce) – E così, dopo un decennio abbondante di presunti abusi edilizi, interventi "fantasma" e opere spuntate come funghi su un'area demaniale che più vincolata non si può, la Procura di Lecce ha finalmente acceso un lumicino sul sontuoso porto turistico di Santa Maria di Leuca. Fiore all'occhiello del Salento, certo, ma ora con la scomoda etichetta di "porto dei misteri". E i misteri, si sa, spesso hanno radici profonde, ben più profonde di qualche prefabbricato senza permesso, il pm Patrizia Ciccarese ha aperto e avviato il fascicolo.

DIECI ANNI E PIÙ DI SILENZIO ASSORDANTE: CHI HA VISTO? CHI NON HA VISTO?

I giornalai complici minimizzano scandalosamente offendendo il locali e le intelligenze che pur esistono. Nessun riferimenti a ipotetiche responsabilità amministrative e conseguentemente penali.

Immaginate la scena: dal 2015 ai giorni nostri , troppo poco se ricordiamo Siciliano, Antonio Ferraro, Santo Papa e oggi Francesco Petracca e la figlia dell'ex Sindaco Antonio Ferraro "messa li" come vicesindaca Valeria Ferraro, un'area di 17.000 metri quadri, una specie di "terra di nessuno" in piena zona protetta, si sarebbe arricchita di chioschi bar, servizi igienici prefabbricati (magari con vista mare senza concessione!), pensiline per auto, serbatoi, container e persino un gazebo in legno adibito a isola ecologica. Ma questo è solo l’inizio, ricordiamo i bilanci fantasma mai visti o compresi e un contabile passato in amministrazione Papa che non poteva non sapere, tale Cordella. Ma non se ne parla hanno scelto tre poveretti per addossare a loro ogni responsabilità , come accade sovente in Italia, la Repubblica delle banane.

Il tutto, secondo gli inquirenti, senza uno straccio di titolo demaniale, permesso di costruire o nulla osta. Praticamente, un'architettura spontanea degna di un'installazione artistica, se non fosse che parliamo di opere permanenti su suolo pubblico, denaro pubblico, finanziamenti pubblici, ma non si dice, non si approfondisce.

Viene quasi da chiedersi se le autorità preposte al controllo avessero per caso gli occhiali da sole perenni o se il porto avesse sviluppato un'inedita capacità di mimetismo per sfuggire agli sguardi indiscreti. I titoli edilizi presentati? "Assolutamente inefficaci e illegittimi", tagliano corto gli inquirenti. E dire che c'è chi impiega anni e carte bollate per piazzare un'aiuola. Qui, invece, sembra si siano costruite intere sezioni portuali a colpi di bacchetta magica e anarchia con il benestare di amministrazioni complici, proprio quelli che si mischiano tra noi nella piazza di Castrignano e godono indegne di ricchezze immeritate.

I TRE MOSCHETTIERI... O I TRE CAPRO ESPIATORIO?

E veniamo al piatto forte, il vero enigma che solletica l'ironia (amara, s'intende): gli indagati. Un presidente del CdA, un ex commissario prefettizio (subentrato solo nel 2022, quindi quasi un "novellino" della scena) e un'architetta. Tre persone. Solo tre. Dopo dieci e più anni di abusi su un'area vasta come tre campi da calcio e in un contesto antropico così delicato, in cui la società era partecipata anche dal Comune di Castrignano del Capo (con un bel 49%!), sembra quasi che la montagna abbia partorito un... moscerino.

Dove sono finite le schiere di funzionari, assessori, dirigenti comunali, regionali e di capitaneria, ricordate il maresciallo Rizzo della Capitaneria ? che si prestò insieme al Clero per il Principato di Leuca, la truffa che si è dimenticata , per anni, avrebbero dovuto vigilare, concedere, negare, sanzionare? Possibile che nessuno, nell'arco di un decennio, si sia accorto di nulla? O forse il "si è voltato dall'altra parte" delle varie giunte, come acutamente segnalato dai consiglieri di minoranza , ma non solo (finalmente ascoltati!), ha creato un'oasi di impunità così perfetta da lasciare solo tre "sfortunati" a reggere il peso di un decennio e più di illegalità?

Il sospetto, malizioso quanto inevitabile, è che questa sia solo la punta di un iceberg molto più grande, sommerso da un'organizzazione ancora forte "politica e affaristica" , una sorta di massoneria deviata dall’appetito milionario, che spinge perché non si sappia oltre. Una sorta di "Operazione Velo Pietoso", dove il velo, per ora, copre tutto ciò che è al di là dei tre nomi sul fascicolo.

Insomma, mentre la Guardia di Finanza di Gallipoli, tardiva anche questa insieme alla procura, cerca di "decifrare , si spera non contenere, al meglio responsabilità e accuse", noi da qui ci chiediamo: è davvero possibile che un tale scempio ambientale e normativo sia opera di pochi "solisti"? O l'orchestra, quella vera, è ancora lì, nell'ombra, a dirigere la sinfonia degli abusi? La partita è solo all'inizio.

E speriamo che la magistratura, alla fine, riesca a far cantare anche i grilli parlanti... e i silenzi assordanti. Le persone per molto meno sono state rovinate per aver spostato un muretto a secco o per una vano tecnico “abusivo” di due metri per due, abusivo perche il direttore dei lavori era latitante e non si poteva più aspettare per la modifica in corso di opera senza compromettere i lavori, uno schema ben studiato dall ingegnere Vito Morciano per rovinare le famiglie e speculare per il risanamento.

La Procura di Lecce ha aperto un'inchiesta sul porto turistico di Santa Maria di Leuca, gestito dalla società Porto di Leuca spa, per presunti abusi edilizi e violazioni del codice della navigazione protrattisi per circa dieci anni. Le indagini sono scaturite dopo diverse segnalazioni della politica locale.

I FATTI CONTESTATI

L'inchiesta, condotta dalla pm Patrizia Ciccarese, si concentra su interventi e modifiche realizzate dal 2015 a oggi senza le necessarie autorizzazioni. Si ipotizza che l'intera area, estesa su 17.000 metri quadrati e ricadente in una zona demaniale marittima sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico, sia stata sviluppata in assenza totale dei titoli demaniali, del permesso di costruire e dei nulla osta delle autorità preposte ai vincoli.

Tra le opere al vaglio degli inquirenti figurano:

  • Un chiosco bar e un'area attrezzata annessa.
  • Monoblocchi servizi igienici prefabbricati.
  • Pensiline ombreggianti per la sosta delle auto.
  • Un serbatoio idrico.
  • Container prefabbricati.
  • Un gazebo in legno adibito a isola ecologica.
  • Colonnine per il rifornimento di carburante.
  • Un impianto di videosorveglianza.
  • Un depuratore adiacente all'isola ecologica.

Secondo gli inquirenti, tutti i titoli edilizi presentati dal 2015 al 2024 risulterebbero inefficaci e illegittimi, in quanto si riferiscono a manufatti di natura permanente mai rimossi. Inoltre, mancherebbe l'autorizzazione demaniale, e dal 2020 sarebbero state apportate innovazioni non autorizzate. E non parliamo di chi gli ha gestiti come un chiosco bar e un'area attrezzata annessa , persone vicine a famiglie indagate.

GLI INDAGATI O SFIGATI ?

Il fascicolo annovera i primi indagati, che sono stati convocati presso gli uffici della Sezione operativa navale della Guardia di finanza di Gallipoli per chiarire le loro posizioni. Gli indagati sono:

  • Il presidente del consiglio di amministrazione Daniele Cannolletta della società Porto di Leuca spa (gestita per anni da Igeco e dal Comune di Castrignano del Capo).
  • Un ex commissario prefettizio Sandro Cavaliere, subentrato nella gestione dopo l'interdittiva antimafia a Igeco nel 2022.
  • Un'architetta Anna Maria Fersurella sempre della società Porto di Leuca spa.

L'articolo si concentra principalmente sulle responsabilità penali degli indagati attuali (il presidente del CdA della Porto di Leuca spa, un ex commissario prefettizio e un'architetta della società), ipotizzando reati come abusi edilizi e violazione del codice della navigazione. Questo tipo di inchiesta penale mira a individuare chi, materialmente o per omissione, abbia commesso le violazioni contestate.

Tuttavia, il fatto che l'articolo non menziona esplicitamente responsabilità amministrative del Comune di Castrignano del Capo non significa necessariamente che non ve ne siano o che non saranno indagate in futuro. Di fatto nessuna fascia tricolore abbiamo visto sul piede di guerra negli ultimi 20 anni nemmeno durante lo sgombero della autoctona Famiglia Colaci : i portuali per tradizione ed eredità storica. Tutti hanno sposato un composto e burocratico silenzio oggi divenuto ,ahimè, fette di prosciutto sugli occhi.

Mentre l'inchiesta penale sul porto turistico di Santa Maria di Leuca si concentra sui presunti abusi edilizi e i primi indagati, emerge prepotentemente la questione del ruolo del Comune di Castrignano del Capo, socio di minoranza (49%) nella società di gestione. La domanda che aleggia è: cosa facevano le diverse amministrazioni comunali nel decennio in cui gli illeciti si sarebbero protratti?

Se le giunte comunali si fossero "voltate dall'altra parte", le implicazioni legali e politiche potrebbero essere molteplici. Si profila una possibile omissione di vigilanza e controllo, dato il dovere del Comune di monitorare l'attività della società partecipata e le autorizzazioni edilizie.

Non solo, la Corte dei Conti potrebbe aprire un'istruttoria per accertare responsabilità amministrative ed erariali a carico di funzionari e amministratori che, con dolo o colpa grave, non avrebbero adempiuto ai loro doveri. Ciò potrebbe comportare risarcimenti per eventuali danni subiti dal Comune, ad esempio per costi di ripristino o sanzioni.

In casi estremi, l'inerzia o la presunta "collusione" potrebbero sfociare in profili penali più gravi, se legati a vantaggi indebiti. È un contesto già delicato, considerando che la Igeco, ex socio di maggioranza, è stata sottoposta a interdittiva antimafia nel 2022.

Infine, al di là degli aspetti legali, c'è una chiara responsabilità politica delle amministrazioni che non hanno tutelato il territorio e la legalità (solo decantata pubblicamente ultimamente da Santo Papa e Francesco Petracca) , soprattutto se le problematiche erano note e segnalate dalla minoranza consiliare. Tutto quello che sta succedendo oggi darebbe senso alle domande da tempo poste dalla cittadinanza compreso la facile carriera e i molteplici incarichi alla sconosciuta Valeria Ferraro oggi Vice Sindaca di Castrignano del Capo per volere del padre Antonio Ferraro ex Sindaco.

L'attuale indagine della Procura sta svelando le irregolarità materiali, ma è lecito attendersi che, con il suo avanzamento o in altre sedi giudiziarie, vengano approfondite anche le responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare e intervenire, inclusi gli attori comunali. Un segnale importante in tal senso arriva dalle ripetute richieste di intervento della magistratura avanzate dai consiglieri di minoranza, che evidenziano come la questione fosse già un nodo cruciale.

Sul porto turistico, da tempo, i consiglieri di minoranza di Castrignano del Capo (nel cui territorio rientra Santa Maria di Leuca) – Roberto Calabrese, Giulia Chiffi Giulia, Francesco De Nuccio, Katia Pizzolante e Annamaria Rosafio e non solo, già da tempo chiedevano un intervento della magistratura.

L'ARTICOLO E GLI ABUSI


VI LASCIO CON UN QUESITO A FONDAMENTO :

EX SINDACO FRANCESCO SICILIANO (RIZIERI SICILIANO), EX SINDACO ANTONIO FERRARO(VALERIA FERRARO), EX SINDACO SANTO PAPA (!!), SINDACO FRANCESCO PETRACCA... INNOCENTI O IN VARIA MISURA CORRESPONSABILI ?