CASTRIGNANO DEL CAPO : TROVATI GLI AUTORI E I MANDANTI
Dec 10, 2025
Castrignano del Capo cerca di mascherare il vuoto con le ricche scenografie natalizie. Un lavoro immane e memorabile per i volontari che ci credono.
Luminarie, strutture sceniche, archi di luce: tutto bello a vedersi, ma incapace di scaldare un paese che trema di freddo non solo climatico, bensì sociale. Mancano perfino le castagne al fuoco, nonostante l’impegno lodevole , ma ingenuo , dei pochi volontari. È l’immagine plastica di una relazione ormai evidente: più aumentano gli addobbi, più diminuiscono le persone reali nelle strade. È l’estetica che tenta disperatamente di coprire un’assenza.
Il Comune sonnecchia, incapace di leggere i segni del tempo.
Non comprende , o finge di non comprendere , che a pagare sarà la comunità intera, schiacciata da una crisi demografica che qui non è effetto dell’andamento nazionale, ma dell’immobilismo locale.
Mentra la Decima MAX viene ricordata per omonimia con il Natale a causa di un inglese che ha stufato e che crea immancabili problemi nella nostra cultura.
Mancano politiche, manca visione, manca il coraggio. E cosa ci si può aspettare da un Sindaco eletto da una porzione minuscola della popolazione, legata a paradigmi vetusti, conservatori nel senso più deleterio del termine? Un conservatorismo che non vede nemmeno l’impoverimento progressivo delle tasche dei cittadini, strangolati da inflazione, aumenti e caro vita.
Chi governa sembra appartenere o ad aspirare a una dimensione parallela che vuole o vorrebbe proteggersi con la politica.
Gente che sta bene, ma razzola male, che vive bene, e che per questo non vede , o finge di non vedere , chi vacilla accanto. Gente pronta a fare sorrisi di circostanza, a dispensare promesse vuote, ma non un grammo di sostegno reale.
E poi c’è la Pro Loco, con il presidente Corina, così legata a doppio filo con il Sindaco Francesco Petracca da non riuscire più a esercitare alcuna autonomia, né a reagire al degrado evidente di Leuca. Tutta gente attorniata dagli ingenui che gli lustrano le scarpe.
Il desolante lungomare è un susseguirsi di "serrande abbassate" e silenzi, e solo Corrado, con il suo sorriso tirato e le sue crêpes, resiste come può. Resiste all’immobilismo, resiste alla desolazione, resiste per abitudine – o forse per solitudine.
Il prezzo di questa complicità silenziosa è stato il trasferimento della Pro Loco in una sede “di facciata”, infilata dentro il Museo del Corallo Bianco, una struttura vuota, inutile, costantemente priva di vita. Un edificio maledetto che non avrebbe mai dovuto abbandonare la sua funzione originale: una scuola elementare.
Un edificio che porta con sé anche una tragedia taciuta: la morte dell’operaio che lì perse la vita e che tutti hanno già dimenticato.
Ecco il nostro grado reale di sensibilità: smemorato, opportunista, cosmetico.
E intanto Leuca continua a essere saccheggiata e lasciata senza idonee illuminazioni pubbliche da decenni.
I vari Martinucci e tutti coloro che hanno sostenuto l’amministrazione attuale prosperano stagione dopo stagione, arraffando ciò che possono come se fosse tutto un merito personale. Ma la storia insegna che chi confonde la ricchezza con il diritto naturale alla ricchezza, prima o poi paga.
Agli egoismi ,soprattutto quelli luciferini, bugiardi, travestiti da filantropi ed efficienza o imprenditorialità ,dovranno farsi carico dei conti che gli saranno presentati per aver preso in giro da sempre una comunità.