C'E' UNA CRISI NEL COMUNE DI GAGLIANO DEL CAPO ?

Feb 13, 2026

C’è un limite di decenza che separa l’assistenza sociale dal puro sadismo burocratico, e quel limite è stato ampiamente superato tra le mura di questo Comune. La cronaca di un’umiliazione annunciata inizia con un corpo che tradisce, con una crisi organica improvvisa e violenta che non lascia scampo, una di quelle situazioni che possono capitare a chiunque ma che, per chi vive condizioni di fragilità fisica e solitudine, diventano un baratro. In quel momento di emergenza totale, documentare la realtà ,sì, anche attraverso le foto della scia di deiezioni lasciata sul pavimento nel tentativo disperato di raggiungere il bagno , non è un atto di esibizionismo, ma l’unico modo per gridare un’urgenza a chi, per contratto e per missione, dovrebbe tendere una mano.

Invece della mano, è arrivato il disgusto. Un’assistente sociale che si indispettisce, che reagisce con schizzinosità e che, da quel momento, si rifiuta persino di affrontare l’argomento, ha fallito tecnicamente e umanamente. Se la vista della fragilità organica offende la sensibilità estetica di chi è pagato per gestirla, allora siamo di fronte a un errore di selezione del personale, prima ancora che di gestione del caso e una ulteriore offesa nei miei confronti. Ma il peggio deve ancora venire, perché all'offesa della "schifiltà" segue l’insulto della proposta abitativa.

Nel Comune di Gagliano del Capo referenti laureate dei Servizi Sociali Dalila Urso e dottoresse dell’Ambito Territoriale MariaRosa Tasco, figure che si fregiano di titoli accademici ma che sembrano di fatto muoversi in un vuoto pneumatico di competenza clinica,la storia è provata dalle numerose PEC protocollate che da settimane non ricevono riscontri e risposte; inoltre queste referenti hanno avuto il coraggio di proporre a una persona con queste evidenti e documentate necessità un "Co-Housing PNRR". Un progetto opaco al limite della segregazione, un contenitore di fondi europei che nella pratica si traduce in una convivenza promiscua e, soprattutto, nell'obbligo di condividere il bagno con sconosciuti provenienti dai paesi limitrofi. Proporre una toilette comune a chi soffre di crisi improvvise e ha difficoltà fisiche nella pulizia immediata non è "inclusione": è una condanna all'umiliazione perenne, è la garanzia del conflitto sociale, è un attentato alla dignità più elementare.

Cosa credono di essere queste dottoresse? Funzionarie al servizio del cittadino o attrici di una recita di quart’ordine? Quando le incontri, indossano una maschera di gentilezza da copione, un sorriso di plastica che sprigiona un disinteresse siderale per i problemi reali, quelli "sospesi" che nessuno ha intenzione di risolvere. Le PEC inascoltate lo dimostrano ! Recitano la parte delle professioniste empatiche mentre scappano dalle responsabilità, allontanandosi dai bisogni concreti con la stessa velocità con cui, a fine giornata, chiudono il portone del Comune come fossero semplici uscieri comunali di fiducia, ansiosi solo di lasciarsi alle spalle le "scocciature" umane. Mi propongo di farlo io poichè godo dei privilegi della 104 legge di Stato.

Dietro questa inadeguatezza di fondo c’è un indirizzo politico chiaro: un’amministrazione che permette ai propri servizi sociali di nascondersi dietro la burocrazia del PNRR per non affrontare le singole, drammatiche verità dei corpi. Tutti sono con evidenza abbottonati o intimiditi dai loro stessi interessi, nessuno pur conoscendo i fatti circostanziati riesce liberamente di dire qualcosa in più. È un sistema che premia il silenzio di chi sa compilare i moduli ma punisce chi ha la colpa di avere un corpo che non rispetta il decoro degli uffici cosi schizzinosi.Chissa come mai l'appartamento individuato per cui si paga già un affitto con il PNRR risulta ancora vuoto e disabitato.

Persino l’autore del progetto PNRR, il dott. Cazzato, soggetto che non può certo dirsi disinformato sulla situazione, incontrandomi al primo piano dell’edificio comunale , in un contesto che, per modalità e atteggiamenti, finisce per ricordare un teatrino in cui gli attori trovano spazio, mentre le responsabilità dirigenziali restano sullo sfondo , ha completamente eluso le urgenze, il problema rappresentato e le domande formalmente poste da settimane, lasciandole di fatto sospese e prive di qualsiasi riscontro.

L’unica comunicazione ricevuta, del tutto estranea al contesto e alle criticità esposte, è stata l’espressione di soddisfazione per aver finalmente ottenuto una chiavetta a credito per poter consumare caffè o merendine presso il distributore automatico.

Immaginate le impressioni che si possono avere su queste persone pagate con il denaro dei contribuenti.

Se la politica non interviene su questa gestione teatrale e schizzinosa della cosa pubblica, allora il Comune non è più la casa dei cittadini, ma un ufficio di smistamento di presunti “rifiuti umani”, dove il titolo di "dottore" serve solo a dare un tono accademico all'indifferenza perchè di indifferenza si tratta.




PER I LICEI O I CURIOSI HO CONCLUSO UN PICCOLO PROGETTO DIDATTICO PER WINDOWS PER COMPRENDERE COSA SONO I QUATERNIONI, SCARICABILE DA :
https://www.lecceleuca.com/newsleuca/pdf/quaternioni.zip